Credito più difficile, tassi più alti e costi dell’energia ancora superiori rispetto alla media europea: è una vera “estate calda” quella che le micro e piccole imprese lombarde si trovano ad affrontare nel 2026. Nel primo trimestre dell’anno il credito destinato alle piccole imprese della Lombardia è diminuito del 4%, mentre quello rivolto alle aziende medio-grandi è cresciuto del 2,6%. Anche quando il finanziamento viene concesso, il costo resta molto più pesante per le PMI, con tassi medi pari al 7,5% contro il 4,5% applicato alle imprese di maggiori dimensioni.
Un divario che rischia di rallentare investimenti, innovazione, acquisto di macchinari e percorsi di crescita, in una fase già segnata da tensioni internazionali e nuove pressioni sui prezzi. A questo quadro si aggiunge il fronte energetico: nei primi 108 giorni della crisi in Medio Oriente il prezzo medio del gas è aumentato del 38%, mentre quello dell’energia elettrica all’ingrosso è salito dell’11%. Le micro e piccole imprese continuano inoltre a pagare l’elettricità il 34,5% in più rispetto alla media europea, con un extracosto che in Lombardia supera il miliardo di euro.

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